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Autore: Francesco Cartei

Autorizzazione all’abbattimento di alberature nel Comune di Roma

Per richiedere l’autorizzazione all’abbattimento di esemplari arborei secondo il “Nuovo Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale” – Approvato con Del A.C. n 17 del 12.03.2021

occorre:

presentare al Dipartimento Tutela Ambientale una istanza, su apposita modulistica, da parte del proprietario o dell’amministratore di condominio, completa di documentazione tecnico-urbanistica.

Il procedimento si suddivide in varie tipologie di casi, quali necessitano il rilascio della preventiva e obbligatoria autorizzazione all’abbattimento di alberi ad alto fusto:

  1. Nei casi soggetti ad autorizzazione paesaggistica ai sensi art 146/2004/ D.L. n 42/2004;
  2. Nei casi di esemplari arborei ubicati in aree rilevate dalla Carta della Qualità -PRG;
  3. Nei casi di interventi di lieve entità ai sensi del DPR n 31/2017;
  4. Nei casi di aree non sottoposte a vincoli (art 40 del NRC);
  5. Nei casi in cui vi è la presenza di vincolo di competenza della Soprintendenza Statale;

Perché utilizzare i prodotti Bio nel giardinaggio

Ridurre al minimo l’uso dei fitofarmaci e dei concimi di sintesi oltre ad essere un obiettivo da raggiungere nelle produzioni agricole estensive, deve esserlo anche per noi, per il nostro orto e giardino, che rappresentano un angolo di natura a cui dedicare del tempo per migliorare la qualità della nostra vita.

Utilizzare prodotti biologici significa amare e rispettare l’ambiente e noi stessi, significa intervenire sulla natura senza stravolgerne l’equilibrio, significa godere dei suoi frutti senza intossicarci, senza inquinare l’aria o il terreno. Prodotti bio per migliorare e migliorarci la vita.

In questa sezione vi forniremo dei consigli su come ottenere piante robuste ed equilibrate, utilizzando prodotti naturali

Ciliegio da fiore (Prunus serrulata)

In questo articolo troverete curiosità e consigli sul “Ciliegio da fiore”, le varietà cioè di ciliegio ornamentale, che hanno nella fioritura la loro peculiarità.  L’albero è il Prunus serrulata, che ha origini Giapponesi ed è poi stato piantato, un po’ in tutto il mondo, proprio per le sue peculiarità legate alla bellezza delle fioriture.  È da considerare che si tratta di piante innestate e che quindi, non si riproducono da seme.

Piantare il Ciliegio da fiore

Contrariamente a quanto si pensi, non hanno grandi problemi legati alle malattie e resistono bene anche a temperature elevate o rigide, sviluppando fiori non solo nel “classico “colore rosa, ma anche bianco purissimo, rosa scuro e giallo.
Oltre alle normali attività di potatura (da eseguirsi in autunno) è importante per uno sviluppo sano ed armonioso della chioma e soprattutto dei fiori, la concimazione.
Questa va eseguita ogni anno ad inizio primavera. Il concime ideale è quello a lenta cessione. La vita di questa meravigliosa pianta è di circa 30/40 anni.

Comunque si  tratta di alberi che crescono molto lentamente; occupano poco spazio e pertanto sono molto indicati per i piccoli giardini o per i terrazzi di città, anche per la loro tolleranza all’inquinamento urbano.
Sono  molto resistenti e robusti, adatti ad ogni clima, dal più rustico al più temperato. Il luogo ideale dove farli crescere è in pieno sole, in modo da favorire la fioritura ma anche la colorazione intensa autunnale delle foglie.

Il terreno deve essere leggero, ben drenatoricco e costantemente umido, poco acido, leggermente alcalino.
Non necessitano di potatura: sarà sufficiente eliminare i rami vecchi, sottili (al massimo 2 cm di diametro) e deboli, da fine agosto ad ottobre, meglio se ogni 2-3 anni.
La messa a dimora avviene principalmente in autunno.

Coltivare l’origano in casa

All’interno di questo articolo, andremo a conoscere alcuni consigli e suggerimenti utili per coltivare l’origano. L’origano è una pianta aromatica, impiegata sin dal tempo delle antiche civiltà greche e romane. Oltre che in cucina quest’erba è sempre stato rinomata anche per le sue caratteristiche officinali: ha infatti numerose proprietà benefiche particolarmente indicate per curare l’intestino e agevolare la digestione.

Come coltivare l’origano

La coltivazione dell’origano è semplicissima, sia in campo che in vaso. Questa specie, infatti, si riproduce facilmente sia attraverso il seme che attraverso un cespo o una talea. Vale davvero la pena, insomma, coltivarne una o più piante all’interno del proprio orto oppure del proprio balcone. Ecco di seguito alcune informazioni utili sull’origano.

  • L’origano (origanum vulgare) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle lamiaceae,
  • Si trova a cespi che crescono a partire da un rizoma sotterraneo ben radicato, capace di resistere anche all’aridità.
  • Ha un fusto eretto che arriva fino a 80 cm di altezza, foglie ovali e fiori che si racchiudono alla sommità degli steli e danno poi vita a frutti a capsula.
  • Come aspetto l’origano assomiglia molto alla maggiorana, con cui c’è una stretta parentela, ma è semplice distinguere le essenze dal differente profumo. Essendo una specie perenne, inoltre, una volta piantata non bisognerà seminarla nuovamente ogni anno, come avviene per le piante orticole.

Consigli e suggerimenti per coltivare l'origano

Terreni e clima migliori per coltivare l’origano

Coltivare l’origano non richiede l’utilizzo di terreni particolari: tollera anche suoli poveri e resiste alla scarsità idrica. Fino a un certo punto sopporta persino il gelo, anche se un freddo intenso può far morire le piante. Nell’orto ama particolarmente le aiuole soleggiate. In particolare sole, caldo e vento incidono sull’aroma della pianta.
L’origano più saporito è quello che viene coltivato e raccolto in zone vicine al mare. Una cosa davvero importante è che non ci siano ristagni di acqua, che farebbero marcire il rizoma portando la pianta alla morte. Prima di piantare l’origano conviene effettuare una buona lavorazione del terreno, proprio per garantire un drenaggio. Ne approfittiamo per incorporare un poco di compost o letame maturo, ma in dose moderata, visto che l’arbusto si accontenta di poco.  Come molte piante officinali anche l’origano ha pochi parassiti che possono dar fastidio, tra gli insetti può subire l’attacco degli afidi, favoriti anche dalla presenza di formiche. Non serve potare l’origano, basta semplicemente rimuovere i rami secchi.

Coltivazione Origano: terreni e clima miglioriL’origano vive bene anche in terreni poveri, ragion per cui non richiede concimazioni ricche. L’origano resiste molto alla siccità, una volta che la pianta è ben radicata si annaffia quindi poco, solo in casi particolari. La raccolta delle foglie e delle pannocchie di fiori può avvenire in qualsiasi momento. L’origano è un’erba aromatica che mantiene il suo sapore ed il suo profumo anche dopo un processo di essiccazione. L’origano non è semplicemente una pianta aromatica molto profumata, si tratta di un’erba officinale dalle caratteristiche simili a quelle del timo. I suoi oli essenziali hanno proprietà antisettiche e il decotto di origano è digestivo, aiuta contro i dolori intestinali e allo stomaco.

Coltivare la menta: caratteristiche e proprietà della pianta

Vuoi coltivare la menta all’interno del tuo orto o del tuo balcone? Ecco alcune indicazioni utili sulle tecniche per farlo al meglio e sulle caratteristiche di questa tipologia di pianta, molto utilizzata sia per cucinare che per accompagnare a the e tisane.

Coltivare la menta: caratteristiche della pianta

La menta fa parte della famiglia delle piante lamiaceae, come la salvia, il timo e il rosmarino.  La menta è una specie molto utile al nostro orto in quanto sgradita a numerosi parassiti. Possiamo dire, quindi, che si tratta di un ottimo “vicino” per coltivare al meglio e proteggere molte tipologie di ortaggi. In particolare, il primo consiglio che vogliamo suggerirvi, è quello di farla crescere nei pressi delle piante di pomodoro.

Coltivare la menta: consigli e suggerimenti utili

Suggerimenti utili per la coltivazione della menta

La menta si adatta molto bene ai climi temperati. Non ama il gelo. Per quanto riguarda l’esposizione della pianta, è bene evitare il pieno sole nelle zone più calde: si tratta, infatti, di una pianta aromatica che predilige la coltivazione nella “mezzombra”.  La terra migliore per coltivare la menta dovrebbe essere di tipo “drenante” e al tempo stesso ben fertile: ricca di humus, insomma, e sostanza organica.
Qualora si decida di coltivare la menta in vaso, vi consigliamo di utilizzare un contenitore di buona dimensione (diametro almeno 40 cm). E’ preferibile non piantarla troppo vicino ad altri ortaggi o erbe perché tende a invadere tutto lo spazio adiacente. Le sue proprietà anti-parassitarie, infatti, sarebbero comunque preservate. Essendo, infine,  una pianta che ama crescere su di un terreno ricco di humus è opportuno rinnovarlo ogni due o tre anni.

Come iniziare a coltivare la menta

La pianta della menta si riproduce facilmente tramite seme oppure tramite talea. Se vogliamo cominciare a coltivarla possiamo quindi decidere se partire appunto da seme, acquistando un esemplare giovane in vivaio, oppure ancora procurandoci una piantina da trapiantare moltiplicandola per talea. La talea di menta, del resto, è molto semplice e veloce, ed è sicuramente preferibile rispetto alla coltivazione da seme.

Il terreno intorno alla pianta di menta deve essere tenuto pulito dalle erbe infestanti, operazione abbastanza semplice visto che la menta è un cespuglio vigoroso e ben compatto. La sarchiatura, inoltre, è utile anche perché zappettando la terra, questa si ossigena notevolmente. Il terreno dove far crescere la pianta di menta non deve essere troppo secco: quindi, in periodi di caldo, occorre bagnare frequentemente le piante. Più le piantine sono giovani e più soffrono la siccità. Un consiglio utile per innaffiare al meglio queste specie, ma anche tante altre tipologie di piante, è evitare di bagnare le foglie e far cadere l’acqua direttamente sul terreno.

Coltivazione della menta: le proprietà di questa pianta officinale
La pianta della menta ha un vigore straordinario e anche se viene tagliata completamente riesce sempre a ricrescere. Come detto si tratta di una pianta officinale ricca di proprietà ma il più famoso beneficio portato dalla menta è l’effetto balsamico per le vie respiratorie. La menta, inoltre, è anche particolarmente indicata per aiutare la digestione.

Come coltivare la salvia: tecniche e suggerimenti utili

COME SI COLTIVA LA SALVIA – Tra le coltivazioni “casalinghe” delle piante aromatiche, una delle più frequenti è senz’altro quella della salvia. Stiamo parlando, infatti, di una delle specie più utilizzate in cucina per condimenti e preparazioni. Una pianta aromatica tipica del Mediterraneo. Se hai bisogno, dunque, di suggerimenti e indicazioni utili sulle tecniche di coltivazione, ti proponiamo all’interno di questo articolo alcuni consigli utili che ti permetteranno di avere all’interno del tuo orto delle rigogliose piante di salvia.

Coltivare la salvia: le caratteristiche della pianta

Come detto, la salvia è una delle erbe aromatiche più utilizzate in cucina ed è anche una di quelle più coltivate sui balconi e nei giardini. Si tratta, del resto, di una pianta perenne e sempreverde, di origine mediterranea, rustica e molto semplice da coltivare. Oltre che per il suo odore inconfondibile, la salvia + facilmente riconoscibile guardando le foglie, caratterizzate dalla forma ovale allungata e soprattutto dalla leggera peluria che le ricopre, conferendo anche un color verde tendente al bianco grigio.

Coltivazione della salvia in orto o in balcone

Si tratta di una specie perenne, che raggiunge in altezza il mezzo metro circa e può poi allargarsi a formare un bel cespuglio sempreverde. A inizio estate emette delle spighe fiorite a pennacchio, i piccoli petali sono di colore viola o lilla.

La salvia è una pianta che ama il caldo e predilige posizioni soleggiate, se vogliamo coltivarla sul davanzale di una finestra o su un balcone dobbiamo tenerne conto, evitando il lato nord dell’abitazione. Questa pianta aromatica si adatta a ogni tipo di terreno, fedele alle sue origini mediterranee, soffrendo solo ristagni idrici e terre troppo compatte e argillose. Si trova particolarmente bene su substrato calcareo. Il periodo in cui trapiantare è molto ampio: possiamo mettere a dimora le piantine di salvia officinalis durante tutto l’anno, eccetto i mesi invernali in cui la terra è particolarmente gelata. In zone molto calde è bene evitare anche i momenti più torridi della stagione estiva.

Tecniche e suggerimenti per coltivare la salvia

Per un consumo domestico di salvia una pianta è più che sufficiente, chi ne fa largo uso mediante decotti e altro può al limite metterne due. La salvia ha comunque un buon fabbisogno di azoto, se vogliamo che produca molte foglie, per cui un apporto annuale, sempre mediante compost o stallatico in pellets può esser di giovamento.  La salvia va potata due volte all’anno. Prima della primavera si rimuovono rami e foglie secche, mentre alla fine della fioritura si pota in modo più deciso, togliendo buona parte dei rami verdi. In questo modo si svecchia l’arbusto e lo si mantiene sano e produttivo.

Il taglio dei rami di salvia si esegue con una cesoia ben affilata. Il nemico più frequente di questa aromatica sono gli afidi che possono infestare la pianta. In questo caso si interviene con macerato di ortica o con il sapone di Marsiglia. Se si è costretti all’uso di insetticidi bio più drastici, come il piretro,

La malattia più frequente che si riscontra sulle piante di salvia è il mal bianco o oidio della salvia, che chi fa l’orto ben conosce come uno dei più fastidiosi. Un rimedio blando contro l’oidio è il bicarbonato di sodio, che però va usato con moderazione, visto che può variare il ph del suolo. Se occorre invece un provvedimento più energico si impiega lo zolfo.

Siepe sempreverde fiorita: quale scegliere e come coltivarla?

Le piante da siepe sempreverde fiorita sono davvero tante e ciascuna di esse svolge diverse funzioni: delimitare un confine, creare zone d’ombra, seprarare le varie sezioni di un giardino, abbellire esteticamente gli spazi verdi delle nostre abitazione.   Per scegliere la siepe ideale da acquistare, è bene valutare attentamente lo scopo principale che essa dovrà svolgere (delimitazione, ombra o estetiche). In seconda battuta è necessario valutate lo spazio a disposizione, la qualità del terreno e, soprattutto, il tempo che intendete dedicare alla manutenzione. Ecco alcuni esempi tra le siepi più diffuse.

Siepi sempreverdi: il cotognastro

La particolarità di questa pianta da siepe è la forma a stella dei suoi fiori bianchi o rosati. In estate, il cotognastro regala delle meravigliose bacche rosse.
Consigli utili: il cotonastro richiede una manutenzione sporadica, resiste molto bene a parassiti e malattie. La posizione ideale è il pieno sole. Il cotonastro resiste bene agli sbalzi di temperatura e al freddo. Nei mesi più caldi bisogna tenere il terreno sempre umido e incentivare la crescita con concimi a lento rilascio con una buona percentuale di potassio e fosforo. Il terreno ideale per questa pianta è argilloso e ben drenato. La potatura va fatta a inizio primavera.

Siepi sempreverdi: il lauroceraso

Il lauroceraso è  una delle specie più comuni. La crescita di questa siepe è relativamente veloce. I fiori del lauroceraso hanno una forma stellata di colore bianco raggruppati in piccoli grappoli. La fioritura emana un odore molto intenso. Dopo la fioritura si presenteranno delle piccole bacche nere.     Consigli utili: La concimazione viene fatta a fine inverno, su un terreno profondo, neutro tendente al sub-acido e abbastanza umido. La siepe predilige la mezz’ombra. In natura il lauroceraso può raggiungere anche i 10 metri d’altezza. La pianta di lauroceraso resiste alle temperature vicine ai -10°C.    Può sopportare brevi periodi di ristagno idrico, ma è meglio annaffiare regolarmente con moderazione.

Siepi sempreverdi: le rose rampicanti

La bellezza di questa pianta sta nella   prolungata fioritura che dura molti mesi, regalando uno splendido aspetto all’intero giardino. Le rose rampicanti sono disponibili in molti colori: rosso, rosa, bianco, giallo, arancio e fucsia.  Consigli utili: Questa pianta da siepe necessita di una posizione soleggiata, ma non al sole diretto e al riparo da correnti troppo forti. Può raggiungere i 2 metri di altezza. I periodi migliori per piantarla sono le mezze stagioni su un terreno con un buon drenaggio. L’annaffiatura non deve superare le due volte a settimana, facendo attenzione a non bagnare le foglie per evitare la comparsa di muffe. La potatura delle rose rampicanti va fatta a fine inverno.

Alla scoperta della piante perenni

Le piante perenni appartengono a quella tipologia di piante la cui crescita non si esaurisce in uno o due anni, ma hanno una capacità di vita molto superiore, anche dopo la fioritura e la sfioritura. Normalmente si tratta di piante erbacee, ma possono anche essere legnose alla base.

Le diverse tipologie di piante perenni

Il clima ha molta influenza sulla classificazione di questa tipologia di flora perché alcune sono potenzialmente perenni nei paesi caldi mentre vengono considerate annuali nelle zone più rigide.  Alcune, inoltre, perdono completamente la parte aerea durante l’inverno.   All’interno di questa categoria troviamo un’enorme varietà di fiori, con colori bellissimi e forme diverse tra loro. A questo si possono aggiungere le incredibili differenze di portamento, utilissime per creare movimento nelle bordure e, non ultimo, la forma e le colorazioni delle foglie, molto importanti per alternare in modo piacevole le varie tessiture.

Negli ultimi anni, questa varietà di piante ha trovato molti estimatori  interessanti, anche durante l’inverno, specie se lasciano bacche, infruttescenze soffici o baccelli che possono essere coperti dalla neve o dalla brina creando delle atmosfere magiche.

All’interno delle piante perenni troviamo un’ampia varietà di fiori, con colori bellissimi e forme diverse tra loro. A questo si possono aggiungere le incredibili differenze di portamento, utilissime per creare movimento nelle bordure e, non ultimo, la forma e le colorazioni delle foglie, molto importanti per alternare in modo piacevole le varie tessiture.

Le piante perenni presentano molti vantaggi rispetto alle annuali e alle biennali. In primo luogo, infatti, durano molti più anni e tendono ad allargarsi o a disseminarsi lungo il terreno. E’ quindi molto difficile che si perdano o che muoiano definitivamente. Se una certa varietà di pianta perenne ci piace in modo particolare, è sufficiente attendere qualche anno affinché si ingrandisca per poi dividerla durante l’inverno e creare altre piante da utilizzare in altre parti del giardino o da regalare ad altri amanti del verde.

Coltivazione delle piante perenni

Gran parte delle perenni è di facile coltivazione, raramente vengono attaccate da parassiti in maniera grave e richiedono relativamente poca cura, specie se crescono nel rispetto delle loro esigenze specifiche di esposizione, terreno e irrigazione. Le uniche cure richieste sono una pulizia primaverile o autunnale dei fusti esausti dell’annata precedente e l’eventuale taglio negli esemplari semilegnosi. Alle volte può, per le varietà più alte, essere necessario l’impiego di tutori.

Piante perenni: robuste e versatili

Le perenni sono piante molto varie e versatili: possono essere impiegate da sole come esemplari isolati (ad esempio le peonie) oppure in gruppo in giardini formali o in bordure con annuali, bulbose, rizomatose o arbusti. Possono essere coltivate anche in contenitori e inserite nel giardino al momento della fioritura in maniera da avere sempre colore oppure trovare una collocazione su balconi e terrazzi.

In genere le perenni e gli arbusti sono considerati la struttura portante in un giardino, ciò che lo caratterizza maggiormente dato che creano degli schemi che si ripresentano ogni anno a cui possono poi essere abbinate le piante annuali e le bulbose, più facili da spostare e inserire creando un elemento di innovazione ogni anno. Avendo diversi portamenti (tappezzanti, rampicanti, erette, prostrate) non stupisce che riescano sempre a trovare una collocazione e siano ogni giorno più utilizzate. Le piante perenni piu’ coltivate e conosciute sono: Pervinca, crisantemi, campanula, gerbera, garofano, dalia, veronica, primula, margherita.

Coltivare il rosmarino in balcone o nell’orto: trucchi e consigli

Benvenuti nella sezione dei nostri consigli dedicata a tutti coloro che hanno intenzione di coltivare in casa il rosmarino. Questa tipologia di pianta è davvero molto resistente e di conseguenza semplicissima da coltivare. Fa parte della famiglia delle lamiacee, come il basilico e la salvia.

Il rosmarino è una pianta tipica del Mediterraneo, predilige il cima caldo e soprattutto una buona esposizione solare. Grazie alla sua robustezza, tuttavia, la pianta di rosmarino si adatta bene anche alle zone di mezzombra e, durante l’inverno, resiste al freddo. Non a caso, il rosmarino viene coltivato anche nelle zone di montagna (attenzione però alle forti gelate).

Coltivare il rosmarino: scelta del terreno migliore

La coltivazione del rosmarino, dunque,  è adattabile al clima e all’ambiente in cui ci troviamo. Ci sono, tuttavia, una serie di elementi da tenere particolarmente in considerazione come il consiglio di far crescere la pianta su terra arida e sciolta, visto chenon teme particolarmente la siccità. Un fondo sabbioso e drenante, dunque, è ideale. Non serve grande ricchezza di materia organica, è invece importante che il terreno dove viene coltivata questa erba aromatica non sia troppo umido. Se si vuole coltivare il rosmarino in un terreno molto compatto e argilloso meglio mischiare un po’ di sabbia prima di piantarlo, in modo da rendere più leggero e drenante il suolo.

coltivare il rosmarino in balcone

Come seminare il rosmarino

La pianta sempreverde di rosmarino si può seminare in vari modi: a partire dal seme ma anche per talea o propaggine. Moltiplicare le piante di rosmarino è molto semplice, basta prendere un rametto di circa 10/15 cm di lunghezza da una pianta esistente, meglio sceglierlo nella parte bassa della pianta, il più vicino possibile alle radici. A questo punto si tolgono le foglie, lasciandole solo sulla cima e si spela un poco la corteccia alla base del rametto, dove dovrà radicare. Si aspetta di veder comparire le radici lasciando in acqua il rametto (3 -7 giorni) per poi piantarlo in vaso. Una volta ottenuta la piantina di rosmarino è possibile effettuare il trapianto in pieno campo, oppure lo si trasferisce in un vaso di dimensione maggiore se si vuole tenerlo sul balcone. Come periodo i rametti per la talea si possono staccare in qualsiasi periodo, ma meglio che il clima sia mite, lo stesso vale per il trapianto, che è consigliabile fare in primavera.  Se si vuole coltivare rosmarino mettendo più di una pianta meglio tenere 50/70 cm di distanza tra un cespuglio e l’altro. In giardino si possono anche creare aiuole o piccole siepi di rosmarino.

Irrigazione del rosmarino coltivato

Il rosmarino richiede un’irrigazione costante durante il suo primo anno di vita, poi si interviene bagnando solo in periodi di calura e aridità e comunque con molta moderazione. L’apporto di azoto e potassio è utile a favorire le fioriture. Il rosmarino non teme molto le avversità, se si evitano i ristagni che provocano marciumi radicali difficilmente si verificheranno problemi. La terra da usare deve essere sciolta e drenante (torba mista a sabbia ad esempio) e un fondo di ghiaia o argilla espansa per garantire lo scolo dell’acqua è sempre una buona precauzione. Questa aromatica si raccoglie al bisogno, tagliando le cime dei rami della pianta.

Le proprietà del rosmarino

Il rosmarino è una pianta officinale che racchiude nelle sue foglie oli essenziali e ha proprietà utili all’organismo. In particolare questa spezia, come diverse altre aromatiche, si dice abbia ottime proprietà digerenti e in generale un effetto benefico sull’apparato gastrointestinale. Si parla inoltre, tra i vari benefici, di azione tonificante, di proprietà deodorante e di favorire la diuresi.

Guida e consigli per coltivare le erbe aromatiche in balcone o nell’orto

Coltivare le erbe aromatiche: ecco idee e consigli su come fare crescere le spezie nell’orto e sul balcone. Dalla semina alla raccolta, dunque, una piccola guida sulla coltivazione delle piante officinali dalle proprietà benefiche e delle erbe aromatiche utilissime per arricchire di nuovi sapori le pietanze che prepariamo in cucina.

Coltivare erbe aromatiche: il basilico

La coltivazione in orto e in balcone del basilico è molto diffusa in Italia. Oltre ad essere un fantastico aroma da accompagnare ai piatti della cucina mediterranea, infatti, si tratta  anche di un’ottima pianta officinale, con proprietà benefiche utili per combattere l’artrite e la bronchite. A livello climatico,  il basilico teme il freddo e questo è il principale vincolo che questa tipo di aromatica ha nel suo dna: le temperature sotto i 10 gradi sono fatali per la sua coltivazione, per questo motivo infatti si predilige farlo crescere a partire dalla primavera e sino all’autunno.

All’interno dell’orto, il basilico ama le aiuole più soleggiate. Il terreno adatto alla sua crescita deve essere mantenuto abbastanza umido e deve essere ricco di sostanza organica. Se il suolo tende ad inaridirsi, dunque, è importante avere cura di irrigare spesso e magari ricorrere alla pacciamatura. Eventuali ristagni d’acqua possono far ammalare la pianta, per questo motivo serve una buona lavorazione del suolo nella preparazione dell’appezzamento.

Coltivare erbe aromatiche

Per cominciare a coltivare il basilico si può scegliere di partire dal seme oppure di trapiantare una piantina già formata, acquistata in vivaio. Il basilico si può seminare a partire da marzo in semenzaio e da aprile in pieno campo, ovviamente a seconda del clima della zona in cui si coltiva il momento giusto può variare anticipando o posticipando. Anche nello scegliere il momento del trapianto bisogna tener conto che la pianta di basilico che teme il freddo, per questo meglio effettuare il trapianto a fine primavera, nel mese di maggio. La malattia peggiore che può attaccare il basilico è la peronospora, si manifesta con ingiallimenti sulle foglie e muffa grigiastra nella pagina inferiore della foglia. La peronospora colpisce tipicamente in condizione di ristagno idrico o pioggia frequente e si può prevenire col rame, che però impedisce la raccolta per tutto il periodo di carenza. Tra gli insetti le lumache sono temibili nemici, in particolare quando le piantine di basilico sono ancora piccole

Coltivare erbe aromatiche: il rosmarino

Un’altra coltivazione molto diffusa è anche quella del rosmarino. Si tratta di una pianta molto resistente e di conseguenza semplicissima da coltivare, fa parte della famiglia delle lamiacee, proprio come il basilico e la salvia. Il rosmarino è una pianta mediterranea, ama il caldo e una buona esposizione solare. Tuttavia si adatta bene anche a esser tenuto in mezzombra e resiste al freddo, si può coltivare anche in montagna. Può essere danneggiato da gelate di lunga durata. Si tratta di una coltivazione molto adattabile, che preferisce la terra arida e sciolta, non teme particolarmente la siccità. Bene quindi a un fondo sabbioso che sia drenante, non serve grande ricchezza di materia organica, è invece importante che il terreno dove viene coltivata questa erba aromatica non sia troppo umido.

Coltivare erbe aromatiche - il rosmarino

Se si vuole coltivare il rosmarino in un terreno molto compatto e argilloso meglio mischiare un po’ di sabbia prima di piantarlo, in modo da rendere più leggero e drenante il suolo. La pianta sempreverde di rosmarino si può seminare in vari modi: a partire dal seme ma anche per talea o propaggine. Moltiplicare le piante di rosmarino è molto semplice, basta prendere un rametto di circa 10/15 cm di lunghezza da una pianta esistente, meglio sceglierlo nella parte bassa della pianta, il più vicino possibile alle radici. A questo punto si tolgono le foglie, lasciandole solo sulla cima e si spela un poco la corteccia alla base del rametto, dove dovrà radicare. Si aspetta di veder comparire le radici lasciando in acqua il rametto (3 -7 giorni) per poi piantarlo in vaso.

Una volta ottenuta la piantina di rosmarino è possibile effettuare il trapianto in pieno campo, oppure lo si trasferisce in un vaso di dimensione maggiore se si vuole tenerlo sul balcone. Come periodo i rametti per la talea si possono staccare in qualsiasi periodo, ma meglio che il clima sia mite, lo stesso vale per il trapianto, che è consigliabile fare in primavera.  Se si vuole coltivare rosmarino mettendo più di una pianta meglio tenere 50/70 cm di distanza tra un cespuglio e l’altro. In giardino si possono anche creare aiuole o piccole siepi di rosmarino.  Il rosmarino ama i climi aridi e spesso si accontenta dell’umidità dell’aria. Richiede un’irrigazione costante durante il suo primo anno di vita, poi si interviene bagnando solo in periodi di calura e aridità e comunque con molta moderazione. L’apporto di azoto e potassio è utile a favorire le fioriture. Il rosmarino non teme molto le avversità, se si evitano i ristagni che provocano marciumi radicali difficilmente si verificheranno problemi. La terra da usare deve essere sciolta e drenante (torba mista a sabbia ad esempio) e un fondo di ghiaia o argilla espansa per garantire lo scolo dell’acqua è sempre una buona precauzione. Questa aromatica si raccoglie al bisogno, tagliando le cime dei rami della pianta.

Il rosmarino è una pianta officinale che racchiude nelle sue foglie oli essenziali e ha proprietà utili all’organismo. In particolare questa spezia, come diverse altre aromatiche, si dice abbia ottime proprietà digerenti e in generale un effetto benefico sull’apparato gastrointestinale. Si parla inoltre, tra i vari benefici, di azione tonificante, di proprietà deodorante e di favorire la diuresi.

Coltivare erbe aromatiche: la menta

La menta fa parte della famiglia delle lamiaceae, come salvia, timo e rosmarino.  La menta è utile all’orto perché sgradita a diversi parassiti, si tratta quindi di un ottimo vicino per molti ortaggi, in particolare è bene averla nei pressi delle piante di pomodoro. La menta si adatta molto, anche se non ama il gelo. Come esposizione meglio evitare il pieno sole nelle zone più calde, si tratta di un’aromatica che sta bene in posizioni di mezzombra.  La terra migliore per coltivare la menta dovrebbe essere drenante ma ben fertile, ricca di humus e sostanza organica.  Per coltivare la menta in vaso serve un contenitore di buona dimensione (diametro almeno 40 cm), meglio non metterla insieme ad altri ortaggi o erbe perché tende a invadere tutto lo spazio. Essendo come si diceva una pianta che ama il terreno ricco è opportuno rinnovarlo ogni due o tre anni.

La menta si riproduce tramite seme oppure talea, se vogliamo cominciare a coltivarla possiamo quindi decidere se partire da seme o se procurarci una piantina da trapiantare moltiplicandola per talea oppure acquistandola in vivaio. La talea di menta è molto semplice e veloce, sicuramente è da preferirsi rispetto alla coltivazione da seme. Il terreno intorno alla pianta di menta deve essere tenuto pulito dalle erbe infestanti, operazione abbastanza semplice visto che la menta è un cespuglio vigoroso e ben compatto. La sarchiatura è utile anche perché zappettando si ossigena il terreno. Il terreno della menta non deve essere troppo secco, in periodi di caldo occorre bagnare le piante. Più le piantine di menta sono giovani più soffrono la siccità, per innaffiare al meglio bisogna evitare di bagnare le foglie e far cadere l’acqua direttamente sul terreno. Se ci sono foglie sulla pianta si può sempre raccogliere, senza curarsi del periodo o di quante foglie lasciare. La pianta della menta ha un vigore straordinario e anche se viene tagliata completamente riesce sempre a rispuntare. La menta è una pianta officinale ricca di proprietà. Il più famoso beneficio portato dalla menta è l’effetto balsamico, in generale si attribuisce un effetto positivo sulle vie respiratorie. La menta è anche indicata come digestiva.

Coltivare erbe aromatiche: l’origano

L’origano è una pianta aromatica, impiegata già dai greci e dagli antichi romani. Oltre che in cucina l’origano è sempre stato rinomato anche per le sue caratteristiche officinali, ha infatti proprietà benefiche particolarmente per l’intestino e la digestione.  La coltivazione dell’origano è semplicissima, sia in campo che in vaso. La pianta si riproduce facilmente sia per seme che per cespo o per talea. Vale la pena quindi provare a piantare origano, sull’orto oppure sul balcone, scopriamo qui di seguito come farlo al meglio.

L’origano (origanum vulgare) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle lamiaceae, Si trova a cespi che crescono a partire da un rizoma sotterraneo ben radicato, capace di resistere anche all’aridità. Ha un fusto eretto che arriva fino a 80 cm di altezza, foglie ovali e fiori che si racchiudono alla sommità degli steli e danno poi vita a frutti a capsula. Come aspetto l’origano assomiglia molto alla maggiorana, con cui c’è una stretta parentela, ma è semplice distinguere le essenze dal differente profumo. Essendo una specie perenne una volta piantata non bisognerà seminarla nuovamente ogni anno, come avviene per le piante orticole. L’origano non chiede niente di particolare come terreno: tollera anche suoli poveri e resiste alla scarsità idrica. Fino a un certo punto sopporta persino il gelo, anche se un freddo intenso può far morire le piante. Nell’orto ama particolarmente le aiuole soleggiate. In particolare sole, caldo e vento incidono sull’aroma della pianta, l’origano più saporito è quello che viene coltivato e raccolto in zone vicine al mare. Una cosa davvero importante è che non ci siano ristagni di acqua, che farebbero marcire il rizoma portando la pianta alla morte. Prima di piantare l’origano conviene effettuare una buona lavorazione del terreno, proprio per garantire un drenaggio. Ne approfittiamo per incorporare un poco di compost o letame maturo, ma in dose moderata, visto che l’arbusto si accontenta di poco.  Come molte piante officinali anche l’origano ha pochi parassiti che possono dar fastidio, tra gli insetti può subire l’attacco degli afidi, favoriti anche dalla presenza di formiche. Non serve potare l’origano, basta semplicemente rimuovere i rami secchi.

L’origano vive bene anche in terreni poveri, ragion per cui non richiede concimazioni ricche. L’origano resiste molto alla siccità, una volta che la pianta è ben radicata si annaffia quindi poco, solo in casi particolari. La raccolta delle foglie e delle pannocchie di fiori può avvenire in qualsiasi momento. L’origano è un’erba aromatica che mantiene il suo sapore ed il suo profumo anche dopo un processo di essiccazione. L’origano non è semplicemente una pianta aromatica molto profumata, si tratta di un’erba officinale dalle caratteristiche simili a quelle del timo. I suoi oli essenziali hanno proprietà antisettiche e il decotto di origano è digestivo, aiuta contro i dolori intestinali e allo stomaco.

Coltivare erbe aromatiche: la salvia

La salvia è una delle erbe aromatiche più utilizzate in cucina e anche una di quelle più coltivate sui balconi e nei giardini, si tratta di una pianta perenne e sempreverde, di origine mediterranea, rustica e molto semplice da coltivare. A parte l’odore è facilmente riconoscibile guardando le foglie, caratterizzate dalla forma ovale allungata e soprattutto dalla leggera peluria che le ricopre, conferendo anche un color verde tendente al bianco grigio. Si tratta di una specie perenne, che raggiunge in altezza il mezzo metro circa e può poi allargarsi a formare un bel cespuglio sempreverde. A inizio estate emette delle spighe fiorite a pennacchio, i piccoli petali sono di colore viola o lilla. La salvia è una pianta che ama il caldo e predilige posizioni soleggiate, se vogliamo coltivarla sul davanzale di una finestra o su un balcone dobbiamo tenerne conto, evitando il lato nord dell’abitazione. Questa pianta aromatica si adatta a ogni tipo di terreno, fedele alle sue origini mediterranee, soffrendo solo ristagni idrici e terre troppo compatte e argillose. Si trova particolarmente bene su substrato calcareo. Il periodo in cui trapiantare è molto ampio: possiamo mettere a dimora le piantine di salvia officinalis durante tutto l’anno, eccetto i mesi invernali in cui la terra è particolarmente gelata. In zone molto calde è bene evitare anche i momenti più torridi della stagione estiva.

Coltivare erbe aromatiche - la salvia

Per un consumo domestico di salvia una pianta è più che sufficiente, chi ne fa largo uso mediante decotti e altro può al limite metterne due. La salvia ha comunque un buon fabbisogno di azoto, se vogliamo che produca molte foglie, per cui un apporto annuale, sempre mediante compost o stallatico in pellets può esser di giovamento.  La salvia va potata due volte all’anno. Prima della primavera si rimuovono rami e foglie secche, mentre alla fine della fioritura si pota in modo più deciso, togliendo buona parte dei rami verdi. In questo modo si svecchia l’arbusto e lo si mantiene sano e produttivo.

Il taglio dei rami di salvia si esegue con una cesoia ben affilata. Il nemico più frequente di questa aromatica sono gli afidi che possono infestare la pianta. In questo caso si interviene con macerato di ortica o con il sapone di Marsiglia. Se si è costretti all’uso di insetticidi bio più drastici, come il piretro,

La malattia più frequente che si riscontra sulle piante di salvia è il mal bianco o oidio della salvia, che chi fa l’orto ben conosce come uno dei più fastidiosi. Un rimedio blando contro l’oidio è il bicarbonato di sodio, che però va usato con moderazione, visto che può variare il ph del suolo. Se occorre invece un provvedimento più energico si impiega lo zolfo.

Coltivare le palme in casa: tecniche e suggerimenti utili

Benvenuti all’interno di questa guida pensata per tutti coloro che hanno intenzione di coltivare le palme in casa. Trucchi, tecniche, consigli utili per farle cresce al meglio ottenendo una pianta rigogliosa e in salute.

Coltivare le palme in casa: il clima ideale

Sebbene le palme siano associate al sole e alla sabbia, la maggior parte delle specie apprezza l’ombra quando è giovane. Il riparo dal vento è importante se le fronde devono apparire al loro meglio, ma poiché le piante alla fine diventano piuttosto grandi, alla fine dovranno tollerare l’esposizione al sole e al vento.

Quando si posiziona una palma, ricordarsi di tenere conto della diffusione della corona. Questo non è così significativo con una pianta matura dato che la corona è in genere ben al di sopra della maggior parte degli ostacoli. Il problema sono le piante adolescenti, che tendono ad avere la stessa diffusione degli adulti senza altezza. Occupano un’area considerevole fino a quando il tronco inizia a svilupparsi.

Coltivare le palme in casa: il terreno migliore

Coltivare le palme in casa: il terreno migliore

Le palme generalmente danno il meglio in un terreno ricco, umido e ben drenato. Hanno radici abbastanza forti che li ancorano saldamente. Le radici di molte palme possono sopportare una notevole quantità di abuso, che consente di trapiantare gli alberi in sicurezza in quasi tutte le dimensioni.

Le palme sono quasi sempre propagate per seme. Di solito hanno solo un punto di crescita, quindi la propagazione vegetativa non è pratica. A volte i polloni si formano alla base delle piante stabilite e possono essere rimossi con cura per crescere, ma questo non è un metodo affidabile di propagazione, salvo che nel raro caso della Cycas in cui sembrerebbe che tale tecnica sia la migliore e la piu usata.

6 consigli utili per coltivare l’orto sul terrazzo

Desideri coltivare un piccolo orto sul terrazzo? Vuoi piantare degli ortaggi o delle piante aromatiche da curare e far crescere al meglio? Non rinunciare a questo desiderio, ecco una piccola guida utile su come organizzare al meglio la coltivazione anche in spazi piccoli e ristretti come balconi o aree ridotte di giardino.

Coltivare l'orto in terrazzo

1. Coltivare l’orto sul terrazzo: accorgimenti iniziali

Quando si sceglie di realizzare un orto in terrazzo, bisogna ovviamente considerare una serie di elementi fondamentali: i limiti di spazio a disposizione, la quantità tempo da dedicare alla coltivazione delle piante, la migliore esposizione al sole e la temperatura. Questi fattori sono determinanti nella decisione di come realizzare il proprio orto in casa in quanto, ad esempio, se disponiamo di uno spazio non troppo soleggiato dovremo scegliere delle piante di lattughe da taglio o erbe aromatiche dato che per loro natura sopravvivono anche con poco sole.

2. Coltivare un orto in terrazzo: scelta delle piante

In linea di massima è sempre bene scegliere un tipo di pianta da oro ciclo breve, la cui raccolta, dunque, avviene dopo 30/60 giorni, Potrete anche coltivare ortaggi come carote, ravanelli, ma in quel caso dovrete essere molto attenti alla coltivazione e alla tipologia dei vasi utilizzati. È sempre bene scegliere una postazione in cui vi è sole per almeno 4/6 ore al giorno, i vasi devono essere capienti e profondi, avere fori sul fondo cosi da permettere la traspirazione e l’effetto drenante.

Coltivare l'orto in terrazzo: la scelta delle piante

3. Coltivare un orto in terrazzo: le piante innestate

Per la coltivazione sul terrazzo è bene scegliere delle piante innestate, poiché sono molto più ricche e produttive delle altre piante. Tra gli ortaggi da prediligere abbiamo zucchine, lattughe, basilico e similari, carote, fragole, peperoni, peperoncini, melanzane, bietole e sedano.

4. Coltivare un orto in terrazzo: il terriccio

Per coltivare nel modo migliore nel vaso occorre utilizzare un terriccio particolare composto da torba e terriccio universale, con ciottoli e sabbia. Questo particolare composto si rende eccellente per la coltivazione non tradizionale, perché la sabbia crea uno strato che blocca l’eccessiva filtrazione di acqua senza bloccarla totalmente, i ciottoli fanno circolare l’aria, il terreno evita la comparsa di muffa e la torba aiuta la crescita. Non coltivate piante ed ortaggi nel classico terriccio da giardino, poiché anche se le piante nascessero, non avrebbero lunga durata.

5. Coltivare un orto in terrazzo: l’irrigazione

Anche se non esiste una regola generale, poiché ogni tipologia di pianta ha le sue necessità, è bene annaffiare le piante più volte in una settimana. Prima regola è l’esposizione al sole, poi la varietà della pianta, i materiali utilizzati come concime, il tipo di vaso e anche la stagione. Nelle stagioni più calde ad esempio è bene annaffiare le piante anche tutti i giorni, soprattutto se il terreno sembra arido e sofferente. In inverso, si può anche diradare il periodo, soprattutto se la pianta è disposta sotto eventuali piogge.

Una pianta che non è ben nutrita presenta delle foglie e un fusto disidratati, secchi, mentre una pianta con esso d’acqua tende ad essere marcia. È sempre meglio poca acqua che troppa, poiché versandone poca la si può sempre aggiungere e si comprende quando la pianta raggiunge il suo benessere, in caso contrario non c’è modo per eliminare l’acqua in eccesso e le muffe determinano molto spesso la morte della pianta o la distruzione del raccolto.

Coltivare l'orto in terrazzo: l'irrigazione

6. Coltivare un orto in terrazzo: cominciate dalle piante aromatiche

Se siete alle prime armi scegliete una varietà di pianta come il basilico, profumato e molto usato in cucina, viene coltivato in zone soleggiate ed umide. Facile da reperire, ma soprattutto molto resistente al clima. Altra scelta plausibile è il prezzemolo, molto diffuso in Italia visto che si adatta facilmente al clima nostrano. Ancora di facile coltivazione è il rosmarino, profumato e molto diffuso, è in grado di resistere anche a climi piuttosto freddi.