Coltivare le erbe aromatiche: ecco idee e consigli su come fare crescere le spezie nell’orto e sul balcone. Dalla semina alla raccolta, dunque, una piccola guida sulla coltivazione delle piante officinali dalle proprietà benefiche e delle erbe aromatiche utilissime per arricchire di nuovi sapori le pietanze che prepariamo in cucina.
Coltivare erbe aromatiche: il basilico
La coltivazione in orto e in balcone del basilico è molto diffusa in Italia. Oltre ad essere un fantastico aroma da accompagnare ai piatti della cucina mediterranea, infatti, si tratta anche di un’ottima pianta officinale, con proprietà benefiche utili per combattere l’artrite e la bronchite. A livello climatico, il basilico teme il freddo e questo è il principale vincolo che questa tipo di aromatica ha nel suo dna: le temperature sotto i 10 gradi sono fatali per la sua coltivazione, per questo motivo infatti si predilige farlo crescere a partire dalla primavera e sino all’autunno.
All’interno dell’orto, il basilico ama le aiuole più soleggiate. Il terreno adatto alla sua crescita deve essere mantenuto abbastanza umido e deve essere ricco di sostanza organica. Se il suolo tende ad inaridirsi, dunque, è importante avere cura di irrigare spesso e magari ricorrere alla pacciamatura. Eventuali ristagni d’acqua possono far ammalare la pianta, per questo motivo serve una buona lavorazione del suolo nella preparazione dell’appezzamento.

Per cominciare a coltivare il basilico si può scegliere di partire dal seme oppure di trapiantare una piantina già formata, acquistata in vivaio. Il basilico si può seminare a partire da marzo in semenzaio e da aprile in pieno campo, ovviamente a seconda del clima della zona in cui si coltiva il momento giusto può variare anticipando o posticipando. Anche nello scegliere il momento del trapianto bisogna tener conto che la pianta di basilico che teme il freddo, per questo meglio effettuare il trapianto a fine primavera, nel mese di maggio. La malattia peggiore che può attaccare il basilico è la peronospora, si manifesta con ingiallimenti sulle foglie e muffa grigiastra nella pagina inferiore della foglia. La peronospora colpisce tipicamente in condizione di ristagno idrico o pioggia frequente e si può prevenire col rame, che però impedisce la raccolta per tutto il periodo di carenza. Tra gli insetti le lumache sono temibili nemici, in particolare quando le piantine di basilico sono ancora piccole
Coltivare erbe aromatiche: il rosmarino
Un’altra coltivazione molto diffusa è anche quella del rosmarino. Si tratta di una pianta molto resistente e di conseguenza semplicissima da coltivare, fa parte della famiglia delle lamiacee, proprio come il basilico e la salvia. Il rosmarino è una pianta mediterranea, ama il caldo e una buona esposizione solare. Tuttavia si adatta bene anche a esser tenuto in mezzombra e resiste al freddo, si può coltivare anche in montagna. Può essere danneggiato da gelate di lunga durata. Si tratta di una coltivazione molto adattabile, che preferisce la terra arida e sciolta, non teme particolarmente la siccità. Bene quindi a un fondo sabbioso che sia drenante, non serve grande ricchezza di materia organica, è invece importante che il terreno dove viene coltivata questa erba aromatica non sia troppo umido.

Se si vuole coltivare il rosmarino in un terreno molto compatto e argilloso meglio mischiare un po’ di sabbia prima di piantarlo, in modo da rendere più leggero e drenante il suolo. La pianta sempreverde di rosmarino si può seminare in vari modi: a partire dal seme ma anche per talea o propaggine. Moltiplicare le piante di rosmarino è molto semplice, basta prendere un rametto di circa 10/15 cm di lunghezza da una pianta esistente, meglio sceglierlo nella parte bassa della pianta, il più vicino possibile alle radici. A questo punto si tolgono le foglie, lasciandole solo sulla cima e si spela un poco la corteccia alla base del rametto, dove dovrà radicare. Si aspetta di veder comparire le radici lasciando in acqua il rametto (3 -7 giorni) per poi piantarlo in vaso.
Una volta ottenuta la piantina di rosmarino è possibile effettuare il trapianto in pieno campo, oppure lo si trasferisce in un vaso di dimensione maggiore se si vuole tenerlo sul balcone. Come periodo i rametti per la talea si possono staccare in qualsiasi periodo, ma meglio che il clima sia mite, lo stesso vale per il trapianto, che è consigliabile fare in primavera. Se si vuole coltivare rosmarino mettendo più di una pianta meglio tenere 50/70 cm di distanza tra un cespuglio e l’altro. In giardino si possono anche creare aiuole o piccole siepi di rosmarino. Il rosmarino ama i climi aridi e spesso si accontenta dell’umidità dell’aria. Richiede un’irrigazione costante durante il suo primo anno di vita, poi si interviene bagnando solo in periodi di calura e aridità e comunque con molta moderazione. L’apporto di azoto e potassio è utile a favorire le fioriture. Il rosmarino non teme molto le avversità, se si evitano i ristagni che provocano marciumi radicali difficilmente si verificheranno problemi. La terra da usare deve essere sciolta e drenante (torba mista a sabbia ad esempio) e un fondo di ghiaia o argilla espansa per garantire lo scolo dell’acqua è sempre una buona precauzione. Questa aromatica si raccoglie al bisogno, tagliando le cime dei rami della pianta.
Il rosmarino è una pianta officinale che racchiude nelle sue foglie oli essenziali e ha proprietà utili all’organismo. In particolare questa spezia, come diverse altre aromatiche, si dice abbia ottime proprietà digerenti e in generale un effetto benefico sull’apparato gastrointestinale. Si parla inoltre, tra i vari benefici, di azione tonificante, di proprietà deodorante e di favorire la diuresi.
Coltivare erbe aromatiche: la menta
La menta fa parte della famiglia delle lamiaceae, come salvia, timo e rosmarino. La menta è utile all’orto perché sgradita a diversi parassiti, si tratta quindi di un ottimo vicino per molti ortaggi, in particolare è bene averla nei pressi delle piante di pomodoro. La menta si adatta molto, anche se non ama il gelo. Come esposizione meglio evitare il pieno sole nelle zone più calde, si tratta di un’aromatica che sta bene in posizioni di mezzombra. La terra migliore per coltivare la menta dovrebbe essere drenante ma ben fertile, ricca di humus e sostanza organica. Per coltivare la menta in vaso serve un contenitore di buona dimensione (diametro almeno 40 cm), meglio non metterla insieme ad altri ortaggi o erbe perché tende a invadere tutto lo spazio. Essendo come si diceva una pianta che ama il terreno ricco è opportuno rinnovarlo ogni due o tre anni.
La menta si riproduce tramite seme oppure talea, se vogliamo cominciare a coltivarla possiamo quindi decidere se partire da seme o se procurarci una piantina da trapiantare moltiplicandola per talea oppure acquistandola in vivaio. La talea di menta è molto semplice e veloce, sicuramente è da preferirsi rispetto alla coltivazione da seme. Il terreno intorno alla pianta di menta deve essere tenuto pulito dalle erbe infestanti, operazione abbastanza semplice visto che la menta è un cespuglio vigoroso e ben compatto. La sarchiatura è utile anche perché zappettando si ossigena il terreno. Il terreno della menta non deve essere troppo secco, in periodi di caldo occorre bagnare le piante. Più le piantine di menta sono giovani più soffrono la siccità, per innaffiare al meglio bisogna evitare di bagnare le foglie e far cadere l’acqua direttamente sul terreno. Se ci sono foglie sulla pianta si può sempre raccogliere, senza curarsi del periodo o di quante foglie lasciare. La pianta della menta ha un vigore straordinario e anche se viene tagliata completamente riesce sempre a rispuntare. La menta è una pianta officinale ricca di proprietà. Il più famoso beneficio portato dalla menta è l’effetto balsamico, in generale si attribuisce un effetto positivo sulle vie respiratorie. La menta è anche indicata come digestiva.
Coltivare erbe aromatiche: l’origano
L’origano è una pianta aromatica, impiegata già dai greci e dagli antichi romani. Oltre che in cucina l’origano è sempre stato rinomato anche per le sue caratteristiche officinali, ha infatti proprietà benefiche particolarmente per l’intestino e la digestione. La coltivazione dell’origano è semplicissima, sia in campo che in vaso. La pianta si riproduce facilmente sia per seme che per cespo o per talea. Vale la pena quindi provare a piantare origano, sull’orto oppure sul balcone, scopriamo qui di seguito come farlo al meglio.
L’origano (origanum vulgare) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle lamiaceae, Si trova a cespi che crescono a partire da un rizoma sotterraneo ben radicato, capace di resistere anche all’aridità. Ha un fusto eretto che arriva fino a 80 cm di altezza, foglie ovali e fiori che si racchiudono alla sommità degli steli e danno poi vita a frutti a capsula. Come aspetto l’origano assomiglia molto alla maggiorana, con cui c’è una stretta parentela, ma è semplice distinguere le essenze dal differente profumo. Essendo una specie perenne una volta piantata non bisognerà seminarla nuovamente ogni anno, come avviene per le piante orticole. L’origano non chiede niente di particolare come terreno: tollera anche suoli poveri e resiste alla scarsità idrica. Fino a un certo punto sopporta persino il gelo, anche se un freddo intenso può far morire le piante. Nell’orto ama particolarmente le aiuole soleggiate. In particolare sole, caldo e vento incidono sull’aroma della pianta, l’origano più saporito è quello che viene coltivato e raccolto in zone vicine al mare. Una cosa davvero importante è che non ci siano ristagni di acqua, che farebbero marcire il rizoma portando la pianta alla morte. Prima di piantare l’origano conviene effettuare una buona lavorazione del terreno, proprio per garantire un drenaggio. Ne approfittiamo per incorporare un poco di compost o letame maturo, ma in dose moderata, visto che l’arbusto si accontenta di poco. Come molte piante officinali anche l’origano ha pochi parassiti che possono dar fastidio, tra gli insetti può subire l’attacco degli afidi, favoriti anche dalla presenza di formiche. Non serve potare l’origano, basta semplicemente rimuovere i rami secchi.
L’origano vive bene anche in terreni poveri, ragion per cui non richiede concimazioni ricche. L’origano resiste molto alla siccità, una volta che la pianta è ben radicata si annaffia quindi poco, solo in casi particolari. La raccolta delle foglie e delle pannocchie di fiori può avvenire in qualsiasi momento. L’origano è un’erba aromatica che mantiene il suo sapore ed il suo profumo anche dopo un processo di essiccazione. L’origano non è semplicemente una pianta aromatica molto profumata, si tratta di un’erba officinale dalle caratteristiche simili a quelle del timo. I suoi oli essenziali hanno proprietà antisettiche e il decotto di origano è digestivo, aiuta contro i dolori intestinali e allo stomaco.
Coltivare erbe aromatiche: la salvia
La salvia è una delle erbe aromatiche più utilizzate in cucina e anche una di quelle più coltivate sui balconi e nei giardini, si tratta di una pianta perenne e sempreverde, di origine mediterranea, rustica e molto semplice da coltivare. A parte l’odore è facilmente riconoscibile guardando le foglie, caratterizzate dalla forma ovale allungata e soprattutto dalla leggera peluria che le ricopre, conferendo anche un color verde tendente al bianco grigio. Si tratta di una specie perenne, che raggiunge in altezza il mezzo metro circa e può poi allargarsi a formare un bel cespuglio sempreverde. A inizio estate emette delle spighe fiorite a pennacchio, i piccoli petali sono di colore viola o lilla. La salvia è una pianta che ama il caldo e predilige posizioni soleggiate, se vogliamo coltivarla sul davanzale di una finestra o su un balcone dobbiamo tenerne conto, evitando il lato nord dell’abitazione. Questa pianta aromatica si adatta a ogni tipo di terreno, fedele alle sue origini mediterranee, soffrendo solo ristagni idrici e terre troppo compatte e argillose. Si trova particolarmente bene su substrato calcareo. Il periodo in cui trapiantare è molto ampio: possiamo mettere a dimora le piantine di salvia officinalis durante tutto l’anno, eccetto i mesi invernali in cui la terra è particolarmente gelata. In zone molto calde è bene evitare anche i momenti più torridi della stagione estiva.

Per un consumo domestico di salvia una pianta è più che sufficiente, chi ne fa largo uso mediante decotti e altro può al limite metterne due. La salvia ha comunque un buon fabbisogno di azoto, se vogliamo che produca molte foglie, per cui un apporto annuale, sempre mediante compost o stallatico in pellets può esser di giovamento. La salvia va potata due volte all’anno. Prima della primavera si rimuovono rami e foglie secche, mentre alla fine della fioritura si pota in modo più deciso, togliendo buona parte dei rami verdi. In questo modo si svecchia l’arbusto e lo si mantiene sano e produttivo.
Il taglio dei rami di salvia si esegue con una cesoia ben affilata. Il nemico più frequente di questa aromatica sono gli afidi che possono infestare la pianta. In questo caso si interviene con macerato di ortica o con il sapone di Marsiglia. Se si è costretti all’uso di insetticidi bio più drastici, come il piretro,
La malattia più frequente che si riscontra sulle piante di salvia è il mal bianco o oidio della salvia, che chi fa l’orto ben conosce come uno dei più fastidiosi. Un rimedio blando contro l’oidio è il bicarbonato di sodio, che però va usato con moderazione, visto che può variare il ph del suolo. Se occorre invece un provvedimento più energico si impiega lo zolfo.