Perche ci sono le Rose nei Vigneti ?

Perché ci sono le Rose nei Vigneti? In molti si saranno posti senz’altro questa domanda. Anche perché capita spesso che, ammirando una bella piantagione d’uva, si possano scorgere tra i filari del vigneto, delle bellissime rose che apparentemente nulla hanno a che fare con la pianta da cui ricaviamo il vino.
Se siete curiosi il motivo di questa speciale tecnica di coltivazione dell’uva, vi consigliamo di continuare la lettura di quest’articolo.
Rose nei vigneti: un’antica tecnica tramandata nel tempo
Vedendo sbucare una pianta di rose all’interno di una vigna, si potrebbe pensare che moglie del contadino proprietario del terreno, nutrendo così tanto amore e passione per il giardinaggio, possa averne piantato un esemplare per vederlo crescere e fiorire. In realtà esiste un motivo molto più importante, che viene tramandato dalle famiglie di agricoltori da molto tempo, addirittura dai primi del 1800. La Rosa infatti venne introdotta per la prima volta nei vigneti con la funzione precisa di essere una “pianta spia”.
Ebbene sì, essendo per sua sfortuna una pianta molto delicata, è la prima a mostrare sulle proprie foglie gli effetti di attacchi indesiderati, come quelli di funghi, di insetti e persino una carenza di minerali nel terreno.
Dalla salute della Rosa si capisce, insomma, quando sia necessario o meno intervenire sulla vigna. E, proprio per questa sua particolarità, viene utilizzata dai contadini ed introdotta nelle loro coltivazioni, in modo che possano capire dal suo comportamento quando e come intervenire con eventuali trattamenti disinfettanti, prima che una data epidemia o un attacco fungino si diffonda sull’intera cultura.
Ecco perché è fondamentale il suo aiuto e proprio per questo oggi la ritroviamo nelle migliori coltivazioni, specialmente nelle produzioni e terre di vini DOC e DOCP, dove tutto è meticolosamente controllato e ci sono severe regole per la crescita delle piante, divenendo una coltura ad oggi molto diffusa e integrata nella lotta biologica.
Le piante di rose nel vigneto: il racconto di Cristiano D’Ambrosio
Ricordo ancor oggi il Capo Operaio Domenico del vivaio in cui lavorare che mi spiegò quest’antica tecnica della rosa piantata nel vigneto. Mi trovavo insieme a lui e agli altri operai proprio in una azienda vinicola della Toscana, ad imbottigliare il famoso vino Brunello. Le persone d’un tempo avevano conoscenze uniche, come unica era la loro cultura nell’ambito dell’agricoltura e del vivaismo, ad oggi quasi scomparsa purtroppo.
Ero solo un ragazzo, ma ricordo bene quello che mi disse e che mi insegnò Domenico riguardo la presenza della rosa nei vigneti. Io rimanevo affascinato dai suo racconti, perché erano ricchi di spiegazioni e nello stesso tempo rivelavano cose a volte buffe, riusciva a darti sempre una spiegazione ai fenomeni più strani che vedevi. In natura e in agricoltura tante cose sembrano scontate, di fatto però hanno una loro logica e sempre vi si cela un’affascinante spiegazione, è una gioia per me approfittare di questo spazio per condividere la mia conoscenza e le mie esperienze e riuscire magari a rispondere a qualche vostra curiosità.
A coloro che volessero toccare con mano più da vicino questo argomento, non posso che consigliare una passeggiata in Toscana, nel paese di Montalcino, patria del famoso Brunello, dove osservando le colline dipinte dai mille colori delle coltivazioni di uva e di piante da frutto , vi sembrerà di tornare indietro nel tempo e rivivere paesaggi antichi, con vitigni coltivati a mano e piante di rose sparse un pò ovunque, usate addirittura come siepi tra un confinante e l’altro. Carino sarà inoltre vedere le mogli dei contadini coltivare i loro fiori nei secchi di ferro e nelle vecchie botti di vino in disuso della loro cantine .
Un angolo di paradiso per tutti gli manti della natura .
Con l’occasione, nel caso vi foste convinti a visitare il paese di Montalcino, mi permetto di consigliarvi di assaggiare lì i famosi Pici (pasta acqua e farina fatta a mano), accompagnati da un buon bicchiere di Brunello di Montalcino e perché no, magari seduti su un tavolo in campagna, ammirando un bel vigneto, con una rosa all’inizio del filare d’uva.
Buona Passeggiata!!!
D’Ambrosio Cristiano

