Nel corso degli anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione dei prodotti anti-zanzara. Per molto tempo, infatti, sono stati utilizzati prodotti tossici per combattere questa famiglia di insetti che, puntualmente, d’estate vengono a farci visita. Con questa tipologia di trattamento, che potremmo definire “classico”, anche nei giorni successivi all’irrorazione si percepisce l’odore del prodotto. Se percepiamo ancora l’odore prodotto, stiamo anche respirando il prodotto stesso che, come detto, può essere molto nocivo per il nostro organismo.
In questo senso, la novità rivoluzionaria dei trattamenti biologici sta nel fatto che si tratta di sostanze ugualmente efficaci, ma che non sono pericolose per la nostra salute. Si tratta, infatti, di prodotti completamente naturali: non fanno male e rispettano l’ambiente.
Un aspetto molto importante da tenere a mente quando si utilizza questa tipologia di trattamenti bio è la grandezza della goccia che viene irrorata. Più è fine e migliore sarà il risultato finale. Esiste una legge fisica, infatti, che riguarda la “coesione delle gocce” per la quale, se si spruzza troppa quantità di liquido con gocce eccessivamente grandi, la loro coesione fa sì che queste diventino un’unica goccia che scivola sulla foglia e cade per terra, senza di fatto fornire l’effetto desiderato. In pratica si spreca il prodotto.
Anche per questo motivo, rispetto al nebulizzatore a mano, è consigliabile utilizzare una pompa a batteria, che ha una pressione due volte maggiore e spruzza nell’aria delle gocce dalla dimensione più piccola.
Altro consiglio particolarmente utile è quello di dare il prodotto in assenza di sole, di sera o al mattino quando la zanzara riposa. Questo vale sia per i trattamenti antizanzare che per quelli sui fiori e sulle piante.
BREVE DECALOGO ANTI ZANZARE: per improntare una buona strategia di controllo bisogna comprendere che è necessario condurre una lotta contro gli adulti e soprattutto contro le larve che come ben sappiamo hanno bisogno dell’acqua per poter svolgere il loro ciclo di sviluppo. In virtù di questo bisogna innanzitutto individuare i focolai larvali come i sottovasi, bidoni per la raccolta di acqua piovana, caditoie..ecc. Laddove è possibile, come nel caso dei sottovasi, vanno svuotati almeno una volta a settimana, mentre dove non lo è, tipo pozzetti e caditoie, bisogna intervenire almeno una volta a settimana con il Bacillus Thuringiensis Israelensis. Gli interventi insetticidi contro gli adulti vanno limitati ai momenti di maggiore presenza dell’insetto, trattando le superfici porose e non porose all’esterno delle abitazioni, siepi ecc. In questo caso proponiamo l’abbinamento di un insetticida a base di piretro naturale con un repellente a base di Neem da utilizzare con pompa a spalla.